Egitto: se esercito si unisce all'islam

11 AGO 20
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Il ruolo della Comunità Internazionale è fondamentale per portare il Paese democraticamente a nuove elezioni, ridare la libertà negata con la violenza, scongiurare una discesa in campo dei fondamentalisti islamici (i Fratelli Musulmani) alla ricerca di potere. In questo contesto un abbinamento può diventare esplosivo: la presenza dell'esercito e degli islamici. Le forze armate sono tra le più potenti del mondo arabo con la loro esperienza secolare, con il loro armamento che in parte proviene anche dagli Stati Uniti, ricco sia nell'esercito, sia nell'aeronautica che nella marina e sono molto efficienti nel loro compito assunto in difesa del popolo egiziano che da sempre confida nei propri militari riponendo in loro sicurezza e senso di protezione. Gli islamici sono rappresentati per la maggioranza dai Fratelli Musulmani o Fratellanza Musulmana che si identifica nel loro capo, El Baradei, il quale, ad oggi, si presenta abbastanza morbido e debole e si professa non fondamentalista cercando di convincere i manifestanti ed il popolo egiziano che i Fratelli Musulmani non sono altro che i salvatori della patria, che possono salvare dal baratro e dalla crisi o rivoluzione un Paese grazie ad un governo di transizione che nella loro opinione è quanto è stato proposto e richiesto da parte della popolazione. In realtà, questo governo di transizione non è altro che il tentativo degli islamici di prendersi il potere e se abbiniamo questo potere ad un esercito molto forte, si rischia di condurre l'Egitto ad una deriva iraniana con un governo di fondamentalisti islamici fortemente armati. E non a caso, l'Iran si è appena schierato contro Mubarak. Dobbiamo pertanto interpretare l'indugiare da parte di Mubarak come un tentativo di prendere tempo affinché si possa creare un nuovo governo con successori nominati dallo stesso Mubarak per poter evitare ciò che tutti - egiziani in primis - temono: l'oppressione e la mancanza di libertà.